"Perchè non basta essere milionari. I soldi si deve saperli spendere bene"

sabato, 19 maggio 2007

moda, scovati per voi
Design, sostenibilità e scarpe

Nonostante io sia assolutamente convinta che sia giunto il momento di riflettere sull'insensatezza dei nostri smodati consumi di prodotti e manufatti e perseguire una reale, etica, sostenibilità.

Nonostante "più è meno" dice già qualcuno, e l'eleganza sta tornando ad essere la scarsa ostentazione ed il cosiddetto basso profilo - lasciando ai borgatari le scritte rich sul sedere e le cinture dozzinali D&G -.

Nonostante il design dell'oggetto sia ormai del tutto inutile e futile, per citare koolhaas "un granchio fatto di lsd che cammina solamente di lato".

Vi presento una ditta veneziana che produce scarpe artigianali di lusso dal design veramente innovativo. Tanto con codesti prezzi non riuscireste ad accaparrarvene più di un paio, con buona pace degli antropici colli di immondizia.


Absinth

 

giovedì, 26 aprile 2007

moda
Chanel tra Parigi e Biarritz

Il legame indissolubile da sempre esistente tra Parigi e la maison Chanel è noto a tutti (basta evocare l'indirizzo dell'atelier, in Rue Cambon 31, per aprire un mondo di ricordi e di suggestioni), ma forse non tutti sanno che nel lontano 1916 la vulcanica Mademoiselle aprì un negozio/salone d'alta moda a Biarritz, esclusiva località balneare francese, frequentata all'epoca dai reali di tutta Europa.
Per rievocare quell'evento, Karl Lagerfeld ha disegnato una serie di borse in edizione limitata, dedicandola proprio ai due luoghi d'elezione della storia Chanel. Come testimonial è stata scelta Diane Krueger, modella ed attrice, che presta il suo bellissimo volto ad una campagna pubblicitaria molto semplice, ambientata in una strada di città.



Tra i modelli più ricercati (e costosi), c'è la borsa in coccodrillo, realizzata in diverse misure. Qui in alto vediamo quella più grande, di cui sono stati distribuiti pochissimi esemplari. La semplicità della linea contrasta con la ricchezza dei dettagli (due taschine laterali, una frontale chiusa da zip con charm) e con il pellame usato.



Il modello medio ha una dimensione più contenuta, ma mantiene le stesse caratteristiche di quello grande.



Il modello più piccolo invece è una semplice shopper senza taschine laterale, una borsa a mano ugualmente bella e raffinata.



Il modello qua sopra fa parte di una serie di borse più semplici, ma non per questo meno interessanti. Realizzata in tela spalmata e pelle, è una borsa grande da portare a spalla, con zip esterna decorata dalle inconfondibili doppie 'c'.



Sempre in nero troviamo la shopper media e la hobo grande con taschine laterali e tracolla regolabile.



Il rosa cipria metallizzato caratterizza questi due modelli: a sinistra la hobo piccola, con tasche esterne e tracolla regolabile, e la shopper piccola.



La hobo media viene proposta anche in tela spalmata color grigio metallizzato e bianco, con tracolla regolabile bianca.



Il contrasto grigio metallizzato-bianco torna anche nella shopper grande (i manici sono regolabili) e nella deliziosa bustina portatutto, anch'essa chiusa da zip e charm.

superqueen

 

domenica, 08 aprile 2007

moda
Party Dresses for Spring

L'arrivo della bella stagione spesso coincide con un rinnovamento della propria vita sociale e delle occasioni per uscire. Nel caso in cui vi trovaste nella situazione di dover scegliere un abito per un appuntamento speciale o per una cerimonia, ecco qualche modello a cui ispirarsi, senza dimenticare le scarpe adatte!


L'abito di Matthew Williamson in pizzo con ricami ed applicazioni di perline, dal mood anni '20 (598 euro), può essere portato con i sandali peep toe in vernice nera di Jil Sander (395 euro), impreziositi davanti da una rosetta di perline. I sandali hanno un tacco da 6 cm e cut-out davanti e sul tallone.




Seta bianca stampata in azzurro per l'abito di Roberto Cavalli (1.439 euro), con profonda scollatura e nastri sulle spalle; il loro accessorio naturale sono le decollète peep toe in vernice candida di Miu Miu, con tacco da 7.5 cm (240 euro).



Lo chiffon di seta sboccia con una complessa stampa floreale nel lungo abito di Roberto Cavalli (2.179 euro), con scollatura all'americana e vita alta segnata da un nastro; si può indossare con i sandali 'Collier Mont Satin' di Christian Louboutin, con tacco da 10 cm ricoperto di satin color champagne (579 euro).


Si annoda sulla nuca il nastro che sorregge l'abito in raso di seta stampato a ninfee di Matthew Williamson (898 euro), da abbinare alle decollète peep toe in pelle metallizzata stampa cocco di Dolce & Gabbana (429 euro).



L'abito-kimono in chiffon di seta con stampa floreale di Roberto Cavalli (819 euro) si può accessoriare con le Mary-Jane 'Foxy' di Repetto, realizzate in pelle metallizzata color champagne (259 euro).



Particolarissimo l'abito rosso a doppio trapezio di Easton Pearson (689 euro): caratterizzato da scollo all'americana e da un plastron fittamente plissettato, ha tasche laterali rotonde e una sottogonna pieghettata. Si può indossare con le decollète in satin scarlatto di Pedro Garcia, con orli non rifiniti e tacco da 11 cm (219 euro).


Bon-ton l'abito in seta nera con ricamo diamantè al punto vita a forma di fiocco di Azzaro (3.389 euro), perfetto da indossare con le slingback in satin di Miu Miu (240 euro). Hanno il tacco alto 8 cm e un piccolo fiocco sul davanti.



Lo splendido abito di Jenny Packham, in seta color champagne e tulle ricamato (1.998 euro), può essere indossato con le slingback in satin nero di Pedro Garcia (239 euro), con tacco da 11 cm e fiocchetto sul davanti.

superqueen

 

lunedì, 02 aprile 2007

moda
Lanvin Loves Metallics

Molto spesso, su queste pagine, ho decantato le gloriose case di moda francesi del passato, le quali sono tornate a nuova vita grazie alla nuova linfa di giovani quanto talentuosi stilisti. Oltre ai casi più eclatanti e famosi (John Galliano da Dior, Ghesquiére da Balenciaga, Pilati da Yves Saint Laurent, Tisci da Givenchy e Theyskens prima da Rochas e ora da Nina Ricci), c'è anche l'esempio di Alber Elbaz, designer di origine marocchina che da diverse stagioni sta al timone della maison Lanvin.
Elbaz non solo ha riportato agli antichi fasti un'azienda destinata a scomparire, ma ha anche elaborato uno stile personalissimo e particolare, molto contemporaneo, dove sono primari lo studio dei materiali e la loro lavorazione. Oltre alle consuete collezioni di abiti, però, stanno avendo un ruolo sempre più importante gli accessori, la chiave di volta tramite cui poter accedere al successo globale (l'esempio di Balenciaga chiarisce bene il concetto sotteso).
E' stata quindi salutata con entusiasmo la collezione di borse per la primavera/estate 2007, dominata da bagliori metallici della pelle e da linee semplicissime, con dettagli raffinati e piacevoli.



Kansas Metallic Tote (2.030 dollari): ampia borsa a due manici, chiusa da una fibbia metallica
Kentucky Metallic Tote (2.175 dollari): riprende il tema del modello precedente, ma con una forma più rettangolare. La versione in pelle color naturale è stata usata recentemente da Sarah Michelle Gellar.



Metallic Montrogueil (2.105 dollari): borsa dalla forma particolare, con pattina chiusa da fermaglio in metallo, tracolla a catena e doppio fondo chiuso da zip
Raphia Montrogueil (1.865 dollari): stesse caratteristiche della borsa precedente, ma stavolta i materiali usati sono rafia e pelle in colore naturale



Metallic Miss Shoulder Bag (1.890 dollari): ancora pelle metallica per la borsa da portare a spalla, con pattina e doppi manici a catena
Grain Leather Hero (1.505 dollari): borsa in pelle color cuoio con due taschine frontali chiuse da zip e manico rigido




Madras Hero (1.675 dollari): senz'altro uno dei modelli più famosi (non per niente, è stato sfoggiato anche da Lindsay Lohan). Realizzato in pelle, ha una fascia centrale impunturata, due taschine frontali chiuse da zip e doppio manico a catena.




Gourmet Bag (1.310 dollari): grande shopping bag in pelle con doppi manici in catena metallica
Maxi Miss Bag (1.890 dollari): il modello 'Miss Bag' assume proporzioni più ampie, ma mantiene la consueta chiusura metallica e i manici a catena




Nopalea Bag (2.890 dollari): sicuramente una delle borse più eccentriche della collezione, è realizzata in pelle lucida, e ha doppi manici a cerchio in lucite trasparente.



Patent Leather Pouchette (1.219 euro): realizzata in pelle lucida rossa, ha profili in metallo e dettagli in pelle marrone; ha sia la tracolla a nastro, sia un manico in pelle, per essere portata a spalla e a mano.


Leather and satin pouchette (879 euro): borsa da portare a mano in raso viola con dettagli in pelle e particolare chiusura con fibbia a scatto.
Tutti i modelli sono impreziositi da un medaglione in metallo argentato su cui è impresso il simbolo della maison, la madre che insegna alla figlia qualche passo di danza, tenendola per mano, ideato dal pittore Paul Iribe per essere apposto sul flacone di 'Arpege', il profumo più famoso di Lanvin.

superqueen

 

martedì, 06 marzo 2007

dalle passerelle
Winter 2007/08 - Nina Ricci and Vionnet

Si conclude la lunghissima stagione delle sfilate con cui sono state presentate le collezioni a/i 2006/07, un viaggio che ha portato gli addetti al settore da New York a Londra, da Milano a Parigi. Le ultime due collezioni di cui vorrei parlare, in questo minuscolo spazio dedicato a moda e dintorni, occupano un posto speciale in quella che considero la mia concezione di stile. Nina Ricci e Vionnet sono due case di moda storiche, che hanno attraversato momenti di fulgore, a cui sono seguiti momenti di vero e proprio oblio; ora però grazie all'apporto di due personalità eclettiche come quelle di Olivier Theyskens e di Sofia Kokosalaki, giovani pieni di talento, in grado di riportare le maison agli antichi splendori.



Della carriera di Theyskens ci siamo occupati tempo fa, e non c'è bisogno di specificare quanto fosse atteso il suo debutto sotto il marchio Nina Ricci, dopo la dipartita da Rochas. Olivier ha uno stile ben preciso, come ampiamente dimostrato con le collezioni precedenti a questa, ma stavolta ha messo più a fuoco i suoi obiettivi, lasciando spazio a capi quasi casual ma di lusso, tagliati in maniera sartoriale. Bellissimi i molti blouson visti in passerella, caratterizzati da drappeggi, dai multipli volant piatti, spesso cuciti a spirale (elemento decorativo già visto nell'anticipazione). Delicatissima anche la gamma cromatica lungo cui si dipana la collezione: tutti i grigi, il bianco e il nero, e poi bellissimi gialli, acidi e luminosi.



La fluidità e la lucentezza del raso di seta caratterizza questi due abiti con ampie scollature trattenute da catenelle, e sorretti da spalline asimmetriche; entrambi sono attraversati da panneggi obliqui, che in qualche modo riproducono le scanalature di una colonna o - ancora meglio - le fessure che attraversano il flacone di 'L'Air du Temps', profumo-simbolo della maison Ricci.



Il broccato di seta e multipli strati di tulle si tingono di giallo per questi due strepitosi abiti da sera, entrambi con linea a sirena e bustini aderenti: il primo ha una fascia in vita ed è l'elaborazione di un abito da cocktail presente nella pre-collezione (i volumi sono più importanti, la gonna è lunga e più imponente), mentre il secondo viene reso ancora più particolare dall'effetto degradè che porta dal bianco al verde acido, passando per diversi toni di giallo.



Sembrano quasi tratte dall'opera più famosa di
Pëtr Il’ič Čajkovskij, 'Il Lago dei Cigni', queste due uscite: l'abito bianco da sera, candido, impreziosito da minuscole piume e caratterizzato da grandi 'ali' di tessuto a movimentare punto-vita e corpino, potrebbe essere un costume ideale per Odette, mentre il tutto nero del completo giacca-pantaloni dal taglio sartoriale, indossato con alti stivali in vernice, sarebbe perfetto per il malvagio Von Rothbart.



Il tema legato alla danza e al 'Lago dei Cigni', d'altronde, percorre l'intera collezione: le calze velate, ad esempio, sono attraversate da fasce opache che riproducono l'effetto dei nastri delle scarpette da ballo, indossate però con decollète dal tacco ricurvo in plexiglas; un close-up su Magdalena Frackowiak e sulla pettinatura, resa vaporosa da diverse e lunghe piumette. Lavorazione a spirale anche per il polsino del maglione grigio, indossato con giacchino corto e minigonna.
Qui la collezione completa.


La presentazione della collezione Vionnet, a differenza di quanto avvenuto per le altre firme, è avvenuta in forma strettamente privata, a cui si poteva accedere solo su invito (elemento, questo, che la dice lunga sull'esclusività della linea, in vendita solo da Barneys New York, ma anche sul ritorno al passato, quando i couturier presentavano le loro realizzazioni solo alle clienti più fedeli). Sono stati presentati capi di una semplicità disarmante, caratterizzati da un'attenzione maniacale per i dettagli, per le lavorazioni dei tessuti (alcuni resi tecnici, quasi artificiali, altri impreziositi da delicatissimi ricami Lesage), per i colori neutri ed eleganti.



Il velluto rasato color grigio perla viene utilizzato per questo soprabito con collo ad anello e zip frontale; sembra arrivare da un guardaroba anni '50 il completo formato da camicetta in seta con maniche rimborsate e gonna a ruota in velluto blu.



Un prezioso tessuto laminato in argento è la cifra distintiva dell'abito con gonna a palloncino e corpino aderente, segnato in vita da un'alta fascia ton sur ton; ancora seta blu, invece, per l'abito con ampie maniche a campana, strette sul fondo, con incrocio sul davanti e gonna lineare al ginocchio.



Per la sera vengono impiegati tessuti 'fluidi' come il jersey e il raso. Gli abiti assumono forme a colonna, secondo la tradizione di Madeleine Vionnet: l'abito blu a sinistra è appena drappeggiato sul corpetto e ha le spalline asimmetriche, mentre il secondo, in raso color grigio perla, è drappeggiato sulla scollatura, ha la gonna asimmetrica (più corta davanti) che sormonta una sottogonna a palloncino.



Unica concessione al colore è il rosso, che caratterizza questo splendido abitino in raso, con corpino fittamente drappeggiato e complesso gioco di nodi a formare le spalline; forma a campana, lavorazione bouclè e collo ad anello per il soprabito nero, perfetto per essere indossato con peep toe su calze chiare leggermente opache.
Qui la collezione completa.

superqueen

 

lunedì, 05 marzo 2007


Winter 2007/08 - Louis Vuitton and Miu Miu

Si è fatto un gran parlare della 'metamorfosi' che sembra aver subito Marc Jacobs, il quale, da vero e proprio 'nerd' della moda statunitense è diventato un bel ragazzo, magro, senza occhiali e sempre sorridente. Pur non essendo interessati alle vicende personali del designer, bisogna comunque farci i conti, in quanto il cambiamento personale si riflette anche sul lavoro, come già visto nella collezione Marc Jacobs a/i 2007/08. Non è sembrato strano, quindi, vedere una piccola rivoluzione anche sulla passerella di Louis Vuitton: le atmosfere cupe e seriose degli anni passati sono ormai un ricordo, visto che Jacobs continua ad approfondire il tema della leggerezza, già visto nella collezione p/e 2007. L'ispirazione è anche stavolta pittorica, in particolare per quanto riguarda gli accessori (le modelle hanno indossato quasi tutte grandi cappelli flosci o baschetti portati sulle ventitrè) e la gamma cromatica: dopo aver preso spunto dai dipinti di Botticelli, stavolta il designer si è lasciato ammaliare dalle tinte piene e fiorenti usate dai pittori fiamminghi, Vermeer tra tutti. Il risultato è armonioso e contemporaneo.



Seta per la gonna color ghiaccio, con l'orlo oltre il ginocchio, e per la camicetta giallo ocra con colletto rotondo, lasciato spuntare dalla giacchina nera con maniche a tre quarti: questa è la donna Vuitton, che predilige uno stile severo e senza fronzoli. Seta luccicante per la gonna arancio, invece, indossata con il maglione verde a collo alto, dalle maniche leggermente gonfie.



Sembra quasi una cappa medioevale il soprabito in lana nera, con tagli sulle maniche e davanti, dal quale fa capolino una camicia bianca e pantaloni in pelle nera; assomiglia invece ad una scultura di lana grigia il complesso decoro a volute che impreziosisce l'abito grigio con maniche a tre quarti e gonna longuette, segnato in vita da una cintura con fibbia dorata.



Taffettà di seta per il completo da sera, formato da gonna longuette e top riccamente drappeggiato su un lato; contrasto bianco e nero, invece, tra l'impalpabile golfino in angora, indossato su gonna longuette e completato da accessori importanti: il bracciale rigido con piume, la cintura con fibbia metallica, le decollète nere con punta gialla, il consueto copricapo floscio.



Ancora taffettà, ma stavolta tinto in maniera digradante nei toni del tramonto, caratterizza i due abiti qui sopra: il primo è modellato come una tunichetta, drappeggiato sul seno e con spalline asimmetriche, mentre il secondo vede un contrasto tra corpino multicolore e gonna in tinta unita.



Qualche dettaglio: stivaletti in vernice stampa cocco con stravagante tacco rotondo, pochette ripiegata su se stessa tutta ricoperta di placchette in metallo dorato, il make-up da gatta (eye-liner nero a volontà) su Jessica Stam.
Al defilè hanno assistito, tra gli altri, Scarlett Johannson (testimonial Vuitton per la stagione p/e 2007), Cecile Cassel e Julie Depardieu e Lee Radziwill (sorella di Jacqueline Kennedy Onassis).
Qui la collezione completa.

Miuccia Prada per Miu Miu ha mandato in passerella una collezione concettuale, molto interessante: partendo dalla considerazione che le donne in tv e nel mondo dello spettacolo sono ormai epitomi del finto e dell'artificiale, la designer milanese (che di contro porta con orgoglio i propri anni e le proprie rughe) è tornata alla dicotomia naturale-artificiale che già aveva caratterizzato molte sue collezioni passate. I tessuti e la pelle, quindi, vengono sottoposte a processi di artificializzazione, spalmati di neoprene e di resine. I tagli degli abiti sono come sempre semplicissimi, con qualche guizzo di eccentricità.



La prima uscita sembra alludere ad una collezione tradizionale, sensazione che verrà presto sconfessata: la giacca in cammello ad un bottone è indossata con ampia gonna a palloncino e con calzettoni al ginocchio. Dopo poco però sfila il twin set beige classico, indossato però con una minigonna pressochè trasparente, una provocazione che sarà sviluppata nel corso della sfilata.



Un filo di lurex illumina l'intricata lavorazione del tessuto con cui sono realizzate la giacca a due bottoni dal taglio sartoriale e la gonna a pieghe sciolte, che vediamo anche nell'uscita successiva. In questo caso, la gonna grigio antracite è indossata con cardigan amaranto, infilato in collant rossi, il cui elastico fa capolino dal punto-vita. Si tratta di uno stratagemma eccentrico e decorativo: l'elastico, che di solito rimane ben nascosto, esce allo scoperto e diventa un elemento colorato da esibire.



Il lungo soprabito e la gonna a ruota in pelle rossi sono indossati con un maglioncino nero, segnato in vita dall'elastico di un collant color carne; broccato luminoso e seta, nei toni del rosa e del beige, invece per la giacca lunga e la gonna a pieghe, su cui si staglia l'elastico di un collant giallo.



Broccato di seta anche per gli abiti da sera dal corpino floscio, realizzato appositamente così sempre per alludere al fallace mito della perfezione fisica: Miuccia Prada ha dichiarato che i corpini sarebbero 'riempiti' se indossati da donne con il seno siliconato. Il corpino 'sgonfiato' quindi è come un voler ristabilire l'ordine naturale delle cose, visto che non tutte le donne possono permettersi un seno alto e pieno. Il primo abito è realizzato in tessuto blu e grigio chiaro, con fascia nera in vita e piccolo inserto di tulle sul corpetto, mentre il secondo accosta l'azzurro al rosso e al nero.



Qualche dettaglio: scarpe in pelle beige con stravagante volant, grande borsa in pelle rossa con chiusura metallica a scatto, il viso di Eva Arlauskaite truccato in maniera naturale.
Al defilè hanno assistito anche Marc Jacobs, Milla Jovovich, Tatiana Santo Domingo e Charlotte Casiraghi, Emmanuelle Seigner, Scout Willis e Claire Danes.
Qui la collezione completa.

superqueen

 

domenica, 04 marzo 2007

dalle passerelle
Winter 2007/08: Chloè and Hermès

Per Paulo Melim Andersson non deve essere stato facile decidere di lasciare Marni (dove ha lavorato per sette anni) per gettarsi nell'avventura Chloè, dove persisteva il 'vuoto di potere' lasciato da Phoebe Philo. Il designer trentaquattrenne ha portato una ventata di novità sulle passerelle parigine, mettendo a frutto lo stile personale elaborato negli anni e cercando di adattarlo ai gusti di coloro (soprattutto le giovani) che vestono Chloè. Il risultato è una collezione ancora acerba ma ricca di buone idee, a partire dall'orientamento cromatico: dominano il nero, il bianco e l'arancio, con tocchi di grigio, sono presenti diverse fantasie e disegni astratti, che muovono linee semplicissime e prive di fronzoli.



Seta stampata a fantasia per l'abitino semplicissimo, indossato con un altrettanto semplice soprabito e stivaletti stringati in vernice, quasi dei Dr Martens con altissima zeppa; l'abito scuro con maniche lunghe e scollatura mossa da un inserto leggermente drappeggiato è semplice al limite del minimalismo.



Sulla casacca bianca, con scollatura rotonda e maniche a tre quarti, compaiono dei ricami rotondi sui toni dell'argento e specchietti rettangolari, che illuminano la minigonna in pelle nera e la grande borsa in pelle metallizzata impunturata in verticale. Seta stampata a disegni bianchi e neri invece per l'abito-tunichetta con maniche scese e scollatura rotonda.



Per la sera gli orli si allungano ma non viene meno la regola del rigore formale: l'abito-tunica senza maniche e con scollo a barchetta è caratterizzato da una stampa grafica, nera e arancio, che spicca sul fondo bianco; arancio totale per l'abito in chiffon a vita bassa, con gonna mossa da volant.



I ricami visti precedentemente tornano nell'abito in seta grigia, su cui sono applicate anche delle borchie dorate; ancora arancio per l'abito minimale, senza maniche, con impercettibile panneggio sul decollète. Per la sera, gli stivaletti stringati sono sostituiti da altri stivaletti in vernice nera o beige.



Qualche dettaglio: rosso fuoco per gli anfibi con altissima zeppa, pelle lucida arancio impunturata per la borsa da portare a mano, make-up sui toni del grigio per Kim Noorda.
Nel parterre erano presenti, tra gli altri, Kylie Minogue, Charlotte Casiraghi e Tatiana Santo Domingo, Clemence Poesy e Ludivine Sagnier, Glenda Bailey (direttrice di 'Harper's Bazaar') con Scout Willis, figlia di Demi Moore e Bruce Willis.
Qui la collezione completa.

Tutt'altra atmosfera, più raffinata in senso classico e formale, sulla passerella di Hermès, dove Jean Paul Gaultier ha presentato una collezione molto femminile, dove la femminilità è paradossalmente messa in evidenza da tagli rigorosi e quasi maschili, da tessuti preziosi e tradizionali, dove dominano i toni caldi del marrone e del giallo, con inserti di nero e di tinte metallizzate.



La lavorazione della pelle appartiene alla storia stessa della maison Hermès, quindi non ci si stupisce vedendo così tanti capi in pelle sulla passerella. Iniziamo con il completo formato da pantaloni aderenti, infilati in stivali da cavallerizza, e da una giacchina doppiopetto abbottonata lateralmente e chiusa in vita da una cinturina; il tutto è indossato con un cappotto lungo fino ai piedi, sempre sui toni del marrone. Lana lavorata a righe per l'abito con scollo a 'v', indossata sopra un abitino di seta fantasia; il soprabito con cui è abbinato è in velluto verde, mentre gli accessori che completano l'insieme sono guanti in pelle marrone, un cappello maschile in pelle nera e una sciarpetta in pelliccia al collo.



Sontuosissimo il cappotto lungo in cachemire marrone, doppiato in seta fantasia, indossato con completo in tweed dal taglio maschile; pelle marrone stampata a coccodrillo, invece, caratterizza la giacchina segnata in vita e la gonna a tubo, portata con basco in pelle e foulard annodato in testa.



Un altro cappotto lungo fino ai piedi, stavolta in pelle nera stampa cocco, sempre doppiato in seta, mette in evidenza l'abito con cui è indossato, un semplice fourreau in velluto devorè con collo sciallato. Bagliori metallici caratterizzano l'abito da sera, con sciarpina da annodare al collo, scollatura all'americana e gonna fluttuante, completato da lunghi guanti in pelle e dal consueto berretto da motociclista.



La pelle viene lavorata ed incisa, tanto da diventare preziosa e morbida, come vediamo nell'abito a tubino con collo alto e maniche appena scese, portato con una grande stola in cachemire con frange. Jean Paul Gaultier, a fine sfilata, dà la propria interpretazione dello smoking da donna, mandando in passerella Freja Beha Erichsen con addosso una camicia in seta bianca, pantaloni aderenti e gilet in raso nero, più giacca in velluto nero, per un insieme tradizionale e senza tempo.



Qualche dettaglio: pelle di coccodrillo per il modello 'Kelly', che diventa una sorta di manicotto bordato di pelliccia nell'immagine successiva; Daria Werbowy nasconde parte del suo bel volto sotto il berretto in pelle e il foulard in seta sui toni dell'arancio.
Qui la collezione completa.

superqueen

 

sabato, 03 marzo 2007

dalle passerelle
Winter 2007/08 - Alexander Mc Queen and Chanel

Alexander Mc Queen si è fatto spesso guidare dalla propria storia familiare nell'elaborazione delle sue ultime collezioni, cosa che ha fatto anche in questa occasione. Partendo dalla scoperta che sua madre discende da una donna mandata al rogo nel 1692, con l'accusa di stregoneria, e fondendo questa notizia al legame tra Antico Egitto e il folklore dei primi immigrati britannici nel Nuovo Mondo, ha dato origine ad una collezione complessa, in cui il designer espone la propria anima più oscura. Ha sollevato molte critiche la presentazione degli abiti, avvenuta in una passerella coperta di sabbia nera, su cui è stato tracciato un pentacolo in rosso, mentre sullo sfondo sono state proiettate immagini di sangue e fuoco, donne nude, locuste e cadaveri in decomposizione.



Le modelle hanno sfilato indossando lunghe parrucche lisce con frangetta e truccate pesantemente, come la Cleopatra interpretata da Elizabeth Taylor nel film di Joseph L. Mankiewicz. L'abito bustier in satin goffrato e impunturato color oro, caratterizzato da due fasce incrociate sul davanti, è indossato sopra un dolcevita nero; sembrano le decorazioni che ornano i sarcofagi egizi i ricami sul miniabito con orli stondati, indossato con calze blu e decollète dorate.



La pelle marrone ricamata si unisce alla pelliccia nel miniabito con bustino aderente, indossato sopra un dolcevita in lana a costine, con coprispalle in pelle marrone (che fa anche da guanto) e altissimi cuissards in pelle nera. Ricami complessi, ma stavolta nei toni dell'oro e bronzo, sul velluto per lo strepitoso abito da sera con maniche e gonna lunghe.



Ancora oro per l'abito da sera interamente ricamato a lustrini, dove viene ripreso l'elemento decorativo circolare; ricorda un pettorale antico, invece, la decorazione metallica del corpetto sull'abito verde bosco in chiffon.



L'esile rete nera viene ricamata da paillettes e canottiglie, a formare una sorta di tatuaggio sul corpo della modella dipinto d'oro (una reminiscenza di Fleming o di nuovo un omaggio alle decorazioni su mummie e sarcofagi?); taffettà nero e verde, infine, per l'abito dalla gonna ampia, decorato in vita da un ricamo a forma di croce.



Qualche dettaglio: make-up da perfetta Cleopatra su Catherine Mc Neil, decollète con tacco a cono e decori dorati, pelle naturale per il bauletto bowling.
Qui la collezione completa.

Non si capisce esattamente cosa stia succedendo in casa Chanel: prima una collezione Alta Moda deludente, ora una collezione per il prossimo inverno sotto tono e priva di novità salienti, a parte qualche trascurabile dettaglio. E' probabile che Karl Lagerfeld abbia sentito la necessità di 'tirare il freno' dopo una serie impressionante di presentazioni ricche di innovazioni. In questa sorta di pausa non si ravvisa un ritorno consolatorio al passato, quanto un volersi concentrare su linee al limite del minimalismo (degno di nota lo spostamento del punto-vita verso l'alto), lasciando piuttosto parlare le scelte cromatiche e le molte stampe.



Tessuto bouclè per il cappottino con linea ad 'a' segnato in vita da una cintura in vernice (i revers scompaiono e il colletto diventa una sorta di sciarpa da annodare al collo o da lasciare appoggiata alla spalla), indossato con jeans e dolcevita rosso. Il rosso torna nell'abito-chemisier a maniche corte, indossato su maglietta girocollo nera e completato da accessori neri ed oro.



L'abito-chemisier in seta è bianco e blu ed è stretto in vita da un semplice foulard (leit motiv della collezione), che fa il paio con il fiocchetto annodato al collo; tweed finestrato per la giacchina corta in vita, completata da dolcevita rossa e pantaloni neri in tessuto tecnico.



Il classico binomio bianco-nero, caratteristico di tutte le collezioni Chanel, caratterizza capi più importanti: la camicetta dalle maniche a palloncino, fittamente plissettata, è indossata sotto una canotta in paillettes e con una gonna a tubo; il punto-vita è sempre evidenziato da un foulard, mentre una collana in perle con fiocco viene usata anche come cerchietto. Minimale la linea dell'abito nero in seta, senza maniche, rischiarato da un collare candido in plastica, altro elemento decorativo ricorrente.



Inserti di pizzo nero per l'abito a tubino con collo sciallato e maniche aderenti, indossato sopra un paio di pantaloni neri e decollète in vernice; fasce che si incrociano su una spalla, invece, per l'abito in seta nera con drappeggio laterale, completato da decollète con complessa decorazione frontale in strass.



Qualche dettaglio: chioma frisè impreziosita da collana di perle con fiocco per Vlada Roslyakova, fibbiette e tacco matelassè per le scarpe in satin nero, pelle turchese stampa cocco e parti metalliche dorate per la classicissima 2.55.
Tra gli ospiti nel parterre c'erano Lou Doillon, Lily Allen e Jessica Biel.
Qui la collezione completa.

superqueen

 

giovedì, 01 marzo 2007

dalle passerelle
Winter 2007/08 - Givenchy

E' evidente come il giornalismo di moda non ami Riccardo Tisci, il designer pugliese che da diverse stagioni disegna le collezioni per Givenchy, e questa avversione è del tutto comprensibile: il mondo della fantasia per eccellenza si regge in realtà su dettami del tutto conformisti, a seconda di quello che, di stagione in stagione, viene fatto passare per 'in'. Tutto ciò che travalica questa implicita regola viene impietosamente bollato come 'importabile', 'stravagante' e quant'altro (alcuni giornalisti si spingono addirittura a dare consigli al designer, tipo 'qui troppe borchie, lì poca pelliccia'). Per quel che mi riguarda, considero Tisci un talento puro, che insegue con ostinazione e pervicacia la propria personalissima 'visione' di quanto significa stile, e i risultati positivi non mancano mai.
Dopo aver presentato una collezione Haute Couture ispirata alla metamorfosi di marinai in sirene (non dimentichiamo che Tisci è tarantino), alcuni elementi lì presenti vengono riproposti anche in questa presentazione: torna il mood marinaro, partendo dalla giacca di un marinaio giapponese, datata 1920, al quale il designer si è ispirato, rivisto però con spirito contemporaneo ed estremamente raffinato.



Gran parte della collezione si dipana da scelte cromatiche precise (il nero, il blu scuro, il marrone), su cui spicca la luce del bianco e del rosa. I tagli sono severi, maschili, non costrittivi. La giacca doppiopetto corta in vita viene accostata ad un paio di pantaloni a vita alta, che si aprono a campana sul fondo, mentre il completo giacca-pantaloni nero viene indossato con un top in pelle con scollo all'americana e nodo decorativo.



L'elemento decorativo del nodo torna anche nell'abito realizzato in seta e chiffon plissè, indossato con calze bianche opache e scarpe in raso rosa; l'accoppiata bianco-rosa torna anche nell'abito plissè, con gonna asimmetrica drappeggiata.



Bianco totale per l'outfit su cui domina una straordinaria giacchina in lana, il cui monumentale colletto è una sorta di nastro dai lembi ripiegati (indossata con semplice dolcevita e pantaloni a vita alta), nastro che impreziosisce anche la camicia dai particolari revers frontali, portata con gonna lunga e giacca in tessuto lucido.




Il nero viene interrotto dall'oro di mille borchie di diverse dimensioni che punteggiano il bolero, indossato con tunichetta lunga sui fianchi e pantaloni ampi; la giacca da smoking cambia le proprie proporzioni, allungandosi dietro a strascico, ed accostandosi ad un abitino nero in chiffon plissettato, mosso sul fondo da una serie di volant.



Qualche dettaglio: il colletto bianco è quasi un nastro in cotone e organza, le complesse calzature in vernice rosa, indossate su calze bianche opache, grande borsa in pelle nera con doppia tracolla in pelle e catena dorata, con borchie in oro.
Qui la collezione completa.

superqueen

 

mercoledì, 28 febbraio 2007

dalle passerelle
Winter 2007/08 - Balenciaga and Christian Dior

Più volte, su queste pagine, ho espresso la mia passione per Nicolas Ghesquière, il giovane designer francese a capo della maison Balenciaga, ma dando un'occhiata alla collezione a/i 2006/2007, presentata da poco a Parigi, mi sono detta che non si tratta di passione, bensì di amore totale ed incondizionato, tanto da farmi dichiarare che, potendo, mi vestirei Balenciaga 365 giorni all'anno! Dopo una collezione futuristica, il bel Nicolas torna alla ribalta con una collezione geniale, modernissima eppure legata in maniera indissolubile al 'bel vestire' di stampo europeo. Gli abiti visti in passerella sono la reificazione di un vero e proprio viaggio intorno al mondo, partendo dalle giacca in velluto dal taglio militare a quelle college con profili a contrasto, passando per i tessuti tie-dye, le stampe balinesi e quelle mediorientali, finendo con la kefiah, usata come un foulard e unita a fantasie floreali.



L'abito in seta stampata a motivi astratti nei toni del bianco, grigio e giallo pallido, viene indossato con un'elegante giacca in velluto dalle splendide sfumature blu cobalto, chiusa da bottoni dorati, e con un fazzolettone frangiato stretto al collo; sembra parte di un'uniforme scolastica britannica la giacca blu copiativo profilata di bianco, indossata con jodpurs a vita bassa color kaki e il consueto foulard colorato al collo.



Delicate fantasie azzurre sul fondo bianco arricchiscono l'abitino in seta profilato da volant, indossato per contrasto con un giacchino di panno blu, rischiarato da grandi bottoni in metallo; il tocco di colore vivace è affidato ad una sciarpa color vermiglio. Colori a profusione invece sull'abito con maniche ad aletta, in cui trovano armonia le righe, le stampe batik e il tessuto tie-dye.



Le frange, stavolta dorate, compaiono anche sugli abiti da seta a fazzoletto in raso stampato a motivi geometrici in nero, grigio e bianco: il primo è incrociato sul davanti e ha la gonna doppiata in chiffon chiaro, mentre il secondo ha il corpino in tessuto luccicante profilato da fasce ricamate in canottiglie dorate, le maniche in chiffon profilato di raso. Entrambi gli abiti sono indossati con calze azzurre (stupendo il contrasto cromatico) e stivaletti peep-toe gialli fittamente stringati sul davanti.



Le ultime uscite sono state questo particolare cappottino nero con arabeschi dorati, dalla bella linea ad anfora, segnato in vita da un'alta cintura con fibbie (sembra essere un leit motiv di molte collezioni), e il top finestrato con ricco collo in pelliccia, indossato con jodpurs neri.



Qualche dettaglio: sandali in plastica colorata indossati sulle calze in lana grigia, il volto pressochè struccato di Julia Dunstall, la cui fronte è stata dipinta di bianco, lo stivaletto giallo tutto stringhe e fibbie su calze azzurre.
Qui la collezione completa.

In casa Dior, invece, ancora nel pieno dei festeggiamenti per il 60° anniversario della fondazione, John Galliano ha ben pensato di dare fuoco alle polveri della sua inesauribile fantasia pescando le soluzioni stilistiche più geniali presentate nella collezione Haute Couture p/e 2007 e riproponendole in maniera più fresca e divertente. Le modelle, scendendo da una scala che riproduce quella presente nell'atelier in Avenue Montaigne, hanno sfilato indossando capi raffinatissimi, preziosi (massiccia la presenza di pelliccia e di tessuti particolari) e coloratissimi: il risultato è uno stile pirotecnico, che guarda agli anni '40, alle sue linee femminili e al 'New Look' che Monsieur Dior elaborò alla fine della seconda guerra mondiale.



Il color tortora domina questo delizioso completo formato da giacchina in astrakan ricamato, con baschina in vita e senza revers, e da una gonna a volant piatti, che si apre sul fondo a corolla (questa particolare lavorazione ricorre nella collezione ed è presa a prestito dall'Alta Moda); il tweed invece è il tessuto usato per lo splendido abito con decollète panneggiato, un'unica manica ed elaborato ricamo in nero ed argento sul corpino.



Quello che ammalia, in questa collezione, è anche la decisione con cui sono stati scelti i colori: oltre al blu elettrico, al viola e al fucsia, massiccia è la presenza del verde in tutte le sue varianti. Quasi un giallo acido quello che caratterizza il soprabito con grande fiocco al collo e maniche profilate di pelliccia, mentre è verde bosco l'organza, tagliata a volant, dell'abito senza maniche con gonna a corolla.



Ancora verde fosforescente, presente stavolta sul completo formato da giacchina corta in vita (splendido il dettaglio del rever che si fa fiore esotico) e da gonna in raso; verde smeraldo, infine, sull'abito a volant piatti con pannello in organza doppia sul davanti.



Per la gran sera, sfoggio di ricami preziosi che spiccano sul raso di seta, nero nel caso del primo vestito (caratterizzato da bustino aderente, grande fiocco in vita e spacco frontale), rosa nel caso del secondo vestito (sorretto da un'unica spallina e fittamente drappeggiato sul corpino e al punto-vita).



Torna il tema dell'origami nell'abito bianco con complesso decoro di alette sul corpino, indossato con lunghi guanti candidi, mentre ancora volant piatti nell'abito color porpora indossato da Lily Cole, con la lunga gonna che si apre come i petali di un fiore.



Qualche dettaglio: listini di bambù e pelle di struzzo per le Mary Jane dalla linea bombata e tacco altissimo, il volto di Gemma Ward è celato dal complesso copricato in velluto e tulle sfrangiato, close-up su un ricamo floreale e sulla manicure 'anni folli' in nero con lunette e punte bianche.
Tra gli ospiti del defilè erano presenti, tra gli altri, Mischa Barton, l'habituè Marisa Berenson, i fotografi Bettina Rheims e Jean-Baptiste Mondino.
Qui la collezione completa.

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